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| E n d l e s s T w i l i g h t |
| Dati Tecnici: Canon EOS 450D, Sigma 10-20mm, f/16, ISO 100, Esposizioni Multiple - Nordkjosbotn, Norvegia. Gli scenari norvegesi erano sempre molto ampi e fantastici da riprendere con focali ultra corte. Specie nella parte settentrionale del paese non c'è il rischio di includere elementi indesiderati nella composizione, poichè la traccia dell'uomo è molto limitata e la natura regna pressochè incontaminata. Nel periodo in cui ho visitato queste regioni (primi di Agosto) le notti erano semplicemente incantevoli e credo fossero la gioia per qualsiasi fotografo di paesaggio. Normalmente la zona crepuscolare, vivendo in Italia, ha una durata piuttosto limitata e bisogna essere già pronti sulla scena per non perdere lo scatto. Alle latitudini della Norvegia settentrionale invece si ha un'esperienza chiara dei 6 mesi di luce e 6 mesi di oscurità presenti ai poli del nostro pianeta. I 6 mesi di luce norvegesi sono mesi con giornate lunghissime e notti brevi e luminose. In un ben determinato periodo addirittura il Sole non tramonta (fenomeno del Sole di Mezzanotte), ma cala lentamente sulla linea dell'orizzonte per poi risalire. Questi infiniti crepuscoli regalano una luce ottimale per poter riprendere i paesaggi unici e stupendi di questi luoghi, creando un set cinematografico naturale. Per riprendere in maniera efficace questa scena ho cercato un primo piano interessante e ho scovato questa spiaggia di sassi e scogli ricoperti da alghe molto particolari. Ho montato treppiede, macchina e Sigma 10-20mm a poca distanza dai sassi e ho composto l'immagine usando il Live View. Con lenti ultragrandangolari piccoli spostamenti della macchina alterano drasticamente il primo piano dello scatto, perciò trovo efficace comporre con la camera già sul treppiede utilizzando la funzione Live View, che permette di visualizzare in tempo reale l'immagine sullo schermo della macchina, anziché nel mirino. Per controllare la luminosità dell'intera scena ho preferito utilizzare una tripla esposizione, anche se una doppia sarebbe stata sufficiente e sarebbe sufficiente per la quasi totalità delle scene. Un'espozione è stata fatta per il primo piano, illuminato dalla debole luce del crepuscolo e perciò molto scuro ad occhio nudo. La seconda esposizione è stata fatta per controllare la forte luminosità dell'area in alto a destra dell'immagine e non bruciarla con la conseguente perdita dei colori violetti del cielo, che sarebbero diventati bianco puro. La terza esposizione l'ho fatta per controllare le aree intermedie, come il fiordo e le aree più scure del cielo. Quest'ultimo scatto non era strettamente necessario, poiché era possibile recuperare queste aree dal secondo scatto, ma al prezzo di un maggior rumore e un risultato peggiore. Il blending delle tre fotografie è poi stato fatto in Photoshop manualmente, ottenendo un'immagine ben esposta in ogni sua parte. |
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